C’è chi studia l’etologia dei primati e chi, con altrettanto coraggio, decide di addentrarsi nella giungla sentimentale contemporanea armata solo di ironia, spirito d’osservazione e una discreta dose di sangue freddo. Valentina Gemelli appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il suo nuovo libro, La Donnaminkia, appena approdato sugli scaffali virtuali di Amazon, è una guida semiseria, ma pericolosamente accurata, alle creature che popolano il moderno ecosistema relazionale. Definirlo un manuale sarebbe riduttivo, chiamarlo saggio improprio: La Donnaminkia è piuttosto un bestiario sentimentale aggiornato all’era dei social, dei filtri bellezza e delle relazioni con più bug che una versione beta. Gemelli, attrice e sceneggiatrice con evidente talento per l’osservazione del grottesco quotidiano, mette in fila una serie di personaggi che sembrano usciti da una sitcom, ma che con una certa inquietudine riconosciamo come tragicamente reali.

Si parte da Annafresca, l’ipocondriaca cronica che trasforma un colpo d’aria in una puntata di Grey’s Anatomy, per arrivare a Marialagna, la rifatta che difende con fervore quasi religioso la sua “assoluta naturalezza”. C’è poi Gianpirla, regina incontrastata dei filtri Instagram, capace di passare dal volto di una top model a quello di una lontana cugina al terzo appuntamento dal vivo. Un talento, va riconosciuto. Il catalogo si amplia fino a includere figure degne di un romanzo noir: la minkialady dalla doppia vita, con marito e figli occultati come segreti di Stato, la donnaminkiacard, che al posto del cuore sembra avere un POS sempre attivo, e l’immancabile sceriffa del condominio, pronta a dichiarare guerra anche a un lampione parcheggiato male. Nessuno è al sicuro, e questo è forse il vero punto di forza del libro: Gemelli non assolve, ma nemmeno si mette su un piedistallo. L’ironia è trasversale, democratica, e colpisce dove fa più ridere.
Il tono resta leggero, mai moralista, eppure sotto la superficie comica affiora una fotografia piuttosto nitida del nostro tempo: relazioni accelerate, identità costruite a colpi di stories, fragilità mascherate da sicurezza. La “fantascienza comportamentale” evocata dall’autrice non è poi così fantascientifica: basta una cena, una chat o una riunione di condominio per imbattersi in uno di questi esemplari. A impreziosire il volume c’è la prefazione di Silvia Santori, giornalista e direttrice del periodico Mio, che inquadra il fenomeno con intelligenza e aggiunge una cornice autorevole a un libro che non ha paura di sporcarsi le mani con la realtà. La Donnaminkia non chiede indulgenza, ma complicità: quella di chi sa ridere degli altri perché, prima ancora, sa ridere di sé. Non è un libro per permalosi né per cultori del politicamente corretto a ogni costo. È, piuttosto, una lettura catartica, perfetta per chi sente il bisogno di una risata intelligente e liberatoria, magari dopo l’ennesimo appuntamento finito male o una chat archiviata con sollievo. Disponibile in versione cartacea ed eBook, La Donnaminkia è anche un’idea regalo perfetta: sotto l’albero o sul comodino, fa lo stesso. L’importante è leggerlo con spirito leggero e una sana dose di autoironia. Perché, in fondo, nel grande circo sentimentale moderno, nessuno è solo spettatore.






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