“By This Window”, il debutto solista di Edoardo Petracci: quando il silenzio della Sila diventa musica

“By This Window”, il debutto solista di Edoardo Petracci: quando il silenzio della Sila diventa musica

Un confine sottile tra il paesaggio e il suono, tra il raccoglimento e la creazione. È proprio su questa linea che prende forma By This Window, album d’esordio solista del compositore Edoardo Petracci, un lavoro che intreccia strumenti acustici, sperimentazione elettronica e una profonda ricerca espressiva. Il disco rappresenta il punto di approdo di un percorso artistico costruito sulla fusione tra memoria personale e innovazione sonora. L’idea nasce durante un periodo di isolamento volontario tra i boschi della Sila, dove Petracci trasforma un’antica casa di campagna in uno studio di registrazione immerso nella natura. Un rifugio creativo nel quale la solitudine diventa occasione di ascolto e la distanza dal quotidiano si traduce in nuova ispirazione.

L’album sviluppa un linguaggio musicale capace di dialogare con la tradizione classica senza rinunciare a una visione contemporanea. Strumenti di derivazione classica ed etnica si intrecciano con sintetizzatori modulari, texture ambient e interventi elettronici, dando vita a composizioni sospese tra dimensione acustica e paesaggi sonori evocativi. Il risultato è un equilibrio dinamico, in cui il gesto esecutivo conserva tutta la propria spontaneità pur convivendo con un attento lavoro di costruzione e manipolazione del suono.

Questa ricerca si riflette anche nelle scelte produttive. Ogni brano è stato inciso con macchine analogiche e registratori a nastro, una decisione che punta a preservare il carattere organico delle esecuzioni e la fisicità del suono, mantenendo intatta l’immediatezza interpretativa. Realizzato completamente in autonomia, By This Window è stato finanziato grazie al sostegno del pubblico attraverso una campagna Kickstarter che ha permesso all’artista di portare avanti il progetto in piena indipendenza. L’ultima fase della lavorazione si è svolta a Berlino, dove il mastering è stato affidato a Zino Mikorey, ingegnere del suono candidato ai Grammy Awards, contribuendo a definire la veste finale del disco.

Tra atmosfere rarefatte e composizioni dal respiro contemplativo, il debutto di Edoardo Petracci propone un ascolto che invita a rallentare. Ogni traccia si configura come uno spazio di osservazione interiore, una finestra aperta su un universo in cui tecnica e istinto, tradizione e sperimentazione convivono senza contrapporsi. Petracci firma, quindi, un esordio che non cerca effetti spettacolari, ma costruisce un’esperienza sonora intima e immersiva, capace di trasformare il silenzio in materia musicale e l’ascolto in un autentico esercizio di percezione.

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