Il Chiostro del Bramante sboccia con “Flowers”: dall’arte antica all’intelligenza artificiale

Il Chiostro del Bramante sboccia con “Flowers”: dall’arte antica all’intelligenza artificiale

Al Chiostro del Bramante i fiori diventano protagonisti assoluti di un grande racconto che attraversa secoli, linguaggi e visioni del mondo. Fino al 22 febbraio 2026 Roma ospita “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”, un progetto espositivo di ampio respiro che indaga il potere simbolico, estetico e politico dei fiori, restituendoli come soggetti attivi della storia dell’arte e della cultura visiva.

Curata da Franziska Stöhr insieme a Roger Diederen, con la collaborazione di Suzanne Landau, la mostra si configura come la più vasta mai realizzata in Italia sul tema floreale. Oltre novanta opere, provenienti da dieci Paesi, costruiscono un percorso che mette in dialogo capolavori del passato e sperimentazioni contemporanee, attraversando cinque secoli di creatività umana.

Fragili solo in apparenza, i fiori emergono qui come simboli universali: veicoli di bellezza, ma anche di resistenza, spiritualità, protesta e trasformazione. Nelle sale del Chiostro, il visitatore incontra i delicati equilibri botanici di Jan Brueghel il Vecchio, dove il fiore diventa emblema di un ordine cosmico sospeso tra sacro e profano, e l’attenzione quasi scientifica di Girolamo Pini, che restituisce la natura con precisione minuziosa. Il viaggio prosegue con le visioni preraffaellite di Edward Burne-Jones e William Morris, in cui il mondo floreale si carica di suggestioni poetiche e decorative.

Il dialogo con il presente è altrettanto intenso. Artisti come Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga utilizzano il fiore come metafora di resilienza e rigenerazione, affrontando temi sociali, storici e ambientali. Studio Drift traduce i processi naturali in installazioni tecnologiche in movimento, mentre Kehinde Wiley rilegge l’iconografia floreale con un linguaggio potente e contemporaneo. Le installazioni immersive di Miguel Chevalier, sospese tra naturale e artificiale, e l’intervento di Rebecca Louise Law, che avvolge il pubblico in un corridoio di fiori, trasformano la visita in un’esperienza fisica e sensoriale.

Anche gli spazi esterni del Chiostro partecipano alla narrazione: l’intervento di Austin Young (Fallen Fruit) trasforma l’architettura rinascimentale in una sorta di giardino edenico, ampliando la mostra oltre i confini tradizionali del museo.

Una sezione significativa è dedicata al rapporto tra fiori, scienza e politica. Qui il fiore diventa strumento di riflessione sulle urgenze del presente: dalla biodiversità alla crisi climatica, dal ruolo delle api nei processi di impollinazione alle lotte civili in cui il linguaggio floreale ha assunto un valore simbolico e identitario.

Il progetto si arricchisce grazie a prestiti di grande prestigio, con opere provenienti da istituzioni come il Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, i Royal Botanic Gardens di Kew, la Galleria Borghese, l’Israel Museum di Gerusalemme e molti altri. La collaborazione con la Kunsthalle München rafforza ulteriormente il carattere internazionale dell’iniziativa.

Accanto alle opere, la mostra propone un articolato sistema di esperienze sensoriali. Un percorso immersivo realizzato con Coldiretti porta alberi, arbusti e fiori italiani nel cuore del Chiostro, offrendo una riflessione concreta sul valore della biodiversità e del verde urbano. Un itinerario olfattivo ideato da Campomarzio70 accompagna invece il pubblico attraverso le essenze di arancio, gelsomino, rosa e tuberosa, fino a una fragranza finale che sintetizza l’intero viaggio espositivo.

Non manca una forte attenzione all’aspetto educativo. In un’epoca segnata da profondi squilibri ambientali, “Flowers” si propone come un manifesto visivo sulla sostenibilità. Installazioni come Honeycomb Head of the Emperor Hadrian di Tomáš Gabzdil Libertíny, Meadow di Studio Drift o Forest Flux/Waldwandel di Tamiko Thiel and/p invitano il pubblico a interrogarsi sul futuro degli ecosistemi e sul rapporto tra tecnologia e natura. Il Dipartimento educativo del Chiostro del Bramante integra questi contenuti in percorsi didattici rivolti a studenti e famiglie, estendendo l’impatto della mostra ben oltre le sale espositive.

A completare l’esperienza, un podcast di mostra, narrato dalla voce di Alessandro Preziosi, accompagna i visitatori in un racconto intimo e suggestivo delle opere, trasformando l’ascolto in una chiave di lettura emotiva e approfondita.

In questo intreccio di arte, scienza e tecnologia, “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale” si afferma come uno degli appuntamenti espositivi più significativi del 2025: un invito a guardare ai fiori non come semplici ornamenti, ma come specchi sensibili del nostro rapporto con il mondo.

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