World Press Photo 2026, a Palazzo delle Esposizioni le immagini che raccontano il mondo contemporaneo

World Press Photo 2026, a Palazzo delle Esposizioni le immagini che raccontano il mondo contemporaneo

Fino al 29 giugno 2026, Palazzo Esposizioni Roma ospita in anteprima nazionale la mostra World Press Photo 2026, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo. L’esposizione, ideata dalla World Press Photo Foundation e realizzata in collaborazione con 10b Photography, porta nella Capitale i progetti vincitori della 69ª edizione del più autorevole concorso mondiale dedicato al fotogiornalismo. Dal 1955 il premio seleziona ogni anno le immagini capaci di raccontare il presente attraverso lo sguardo dei migliori fotografi professionisti. Per l’edizione 2026 sono stati scelti 42 progetti tra oltre 57 mila fotografie inviate da 3.747 autori provenienti da 141 Paesi. La mostra offre una narrazione intensa e stratificata del nostro tempo: guerre, crisi climatiche, migrazioni, disuguaglianze e tensioni sociali emergono accanto a storie di resistenza, rinascita e dignità umana. Le fotografie in esposizione alternano grandi scenari globali a vicende intime e personali, costruendo un racconto visivo capace di attraversare i temi più urgenti dell’attualità.

La foto del 2026

Ad aggiudicarsi il titolo di World Press Photo of the Year è stata la fotografa statunitense Carol Guzy con lo scatto Separati dall’ICE, realizzato per il Miami Herald. L’immagine, scattata il 26 agosto 2025 all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, documenta il drammatico arresto di Luis, migrante ecuadoriano fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement subito dopo un’udienza in tribunale. Le figlie dell’uomo, disperate, si aggrappano al padre mentre viene portato via. Secondo la giuria, la fotografia riesce a trasformare una vicenda individuale in simbolo universale delle conseguenze umane delle politiche migratorie, restituendo con forza il trauma della separazione familiare. Durante la conferenza inaugurale ad Amsterdam, la direttrice esecutiva della World Press Photo Foundation, Joumana El Zein Khoury, ha definito lo scatto “una testimonianza necessaria del potere del fotogiornalismo indipendente”.

I due progetti finalisti

Tra i finalisti dell’edizione 2026 figura Emergenza umanitaria a Gaza del fotografo Saber Nuraldin per EPA Images. La fotografia mostra civili palestinesi mentre tentano di raggiungere un camion di aiuti alimentari entrato nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Zikim. Per la giuria, lo scatto rende tangibile l’urgenza della crisi umanitaria e il dramma della fame nel contesto del conflitto. Il secondo progetto finalista è firmato da Victor J. Blue per il The New York Times Magazine. L’immagine I processi delle donne Achi ritrae Doña Paulina Ixpatá Alvarado insieme ad altre donne Maya Achi fuori da un tribunale di Città del Guatemala dopo la condanna di tre ex paramilitari responsabili di violenze sessuali e crimini contro l’umanità durante la guerra civile guatemalteca. Il progetto documenta una storica battaglia giudiziaria durata oltre quattordici anni e celebra la forza collettiva delle sopravvissute.

L’Italia tra i protagonisti

Tra i fotografi premiati anche Chantal Pinzi, unica italiana vincitrice dell’edizione 2026. Il suo progetto Farīsāt: Gunpowder’s Daughters, premiato nella categoria Stories per la regione Africa, racconta la storia di un gruppo di donne marocchine che partecipano alla Tbourida, antica tradizione equestre storicamente riservata agli uomini. Attraverso il coraggio e la determinazione delle cavallerizze, il reportage mette in luce il cambiamento sociale in atto in Marocco e la rivendicazione del ruolo femminile all’interno del patrimonio culturale del Paese.

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